Questo mese parliamo di ... ANSIA

La paura costituisce un’emozione primaria nell’esperienza di ciascuno di noi, funzionale alla necessità di ripararci dai pericoli attivando risposte protettive, efficaci e pronte. Spesso il contenuto della paura rimane oscuro e si manifesta sotto forma di un’ansia libera ed indeterminata, una sorta di generica preoccupazione per quanto potrà accadere. Anche in questo caso si tratta di una comune reazione emotiva, come la gioia e la tristezza, utile a preparare il nostro organismo ad affrontare nel modo più attento ed efficace le difficoltà della vita. Un livello di ansia lieve può aiutarci ad affrontare in modo adeguato una situazione impegnativa, come accade ad esempio alla maggior parte degli studenti prima di un esame. Una leggera ansia li motiva a dare il massimo per superare brillantemente la prova.

Tuttavia in alcuni casi essa può assumere le forme più disparate, concrete, improbabili ed eccessive fino a bloccare la persona in modo controproducente. Pensiamo sempre al nostro studente che di fronte ad un eccesso d’ansia avrà la sensazione di non potercela fare, si sentirà la mente annebbiata, la gola secca, il respiro affannoso, le mani sudate magari fino al punto di fuggire e rinunciare all’esame. L’ansia infatti si manifesta nel corpo attraverso una moltitudine di reazioni fisiche di allarme (tachicardia, sudorazione, tremore …), nei comportamenti attraverso condotte di evitamento dallo stimolo temuto (rinunciare ad un esame, alla guida, a recarsi da soli al cinema, a parlare in pubblico …) e nei pensieri attraverso il rimuginio persistente e solitamente inutile sulle conseguenze temute delle nostre paure. Cosa trasforma quindi la comune esperienza ansiosa in un problema? Troppo spesso la paura di fallire, di non essere all’altezza, di ammalarsi, di rimanere soli limita la libertà, l’autonomia, la voglia di mettersi in gioco, nel lavoro, nell’amore, nei rapporti sociali con conseguenze importanti sulla qualità di vita delle persone. Dal circolo vizioso dell’ansia tuttavia si può uscire: conoscendo meglio il suo funzionamento, individuando, attraverso l’aiuto di un esperto, le reazioni di evitamento messe in atto, ricostruendo e imparando a modulare le convinzioni sottostanti, sperimentando esposizioni graduali e guidate. La terapia cognitivo-comportamentale è, a livello internazionale, la più indicata per affrontare in modo concreto ed efficace i disturbi d’ansia, consentendo alle persone, in tempi brevi, di recuperare benessere e senso di padronanza.

***

Se desiderate ricevere maggiori informazioni sul tema o avete una domanda da porre, potete contattarci con una mail utilizzando i campi sottostanti. Uno psicologo sarà a vostra disposizione per rispondervi e accogliere la vostra richiesta.

 Nome:*
 
E-Mail:*
 
Messaggio:

 

 

 

 

 

 

NEWS

PARLIAMO DI ...

ANSIA

Questo mese è dedicato al tema dell'ansia. Che cosa è l'ansia? Come si manifesta? E quando diventa un problema?

Uno psicologo esperto risponderà alle vostre domande.

ALTRE RISORSE
Link utili
Statuto