|
Il lavoro orienta, nel bene e
nel male, le nostre esistenze,
impegna gran parte delle energie
e definisce in qualche misura la
nostra identità. Come fare,
dunque, affinché si possa vivere
al meglio un aspetto così
importante della vita pur
mantenendo in primo piano quello
della produttività ricercato
dalle organizzazioni?
La Psicologia del lavoro si
occupa delle condotte lavorative
tradotte in termini di
comportamenti, relazioni,
sentimenti e processi di tipo
cognitivo connessi con
l’esperienza del lavorare. Si
pone a favore sia delle
organizzazioni che vogliono
affrontare con successo la
competizione sui mercati
rispettando la finalità di
produrre beni e servizi
richiesti dall’ambiente sociale
in cui operano, sia delle
persone che intendono vivere la
loro esperienza di lavoro anche
come strumento per la
realizzazione di sé. Gli
obiettivi principali che essa
intende raggiungere sono quindi
quelli di promuovere il
benessere, la sicurezza e la
realizzazione dei lavoratori
sostenendo al contempo la
produttività e l’efficienza
delle aziende.
Principali aree di intervento:
-
progettazione e valutazione
di interventi per migliorare
la sicurezza sul posto di
lavoro dal punto di vista
dello stress,
dell’apprendimento delle
regole di sicurezza, della
reazione a specifiche
situazioni di pericolo ecc.;
-
sviluppo e gestione delle
risorse umane (selezione,
valutazione, assessment,
riqualificazione, sviluppo
di carriera per il personale
in azienda);
-
analisi
organizzativa e
progettazione di ambienti
organizzativi e di metodi di
lavoro efficaci;
-
formazione specifica su
abilità di tipo psicosociale
e modalità comunicative
efficaci (miglioramento
della comunicazione
interculturale); sostegno e
facilitazione dei processi
di cambiamento e
trasformazione in atto nelle
aziende;
-
analisi
del clima lavorativo e
proposte di intervento per
migliorare le relazioni e
gestire i conflitti;
-
prevenzione e soluzione dei
possibili fenomeni di
mobbing e burnout;
-
interventi sulla motivazione
del personale, il
coinvolgimento organizzativo
e la soddisfazione
lavorativa;
-
analisi
dei fabbisogni formativi e
contributo alla
progettazione formativa;
-
indagini di mercato,
rilevazione di dati
psicosociali (sondaggi di
opinione, indagine su
atteggiamenti e
comportamenti) funzionali
alla promozione di prodotti;
-
valutazione ed intervento
sulle strutture
organizzative in funzione
degli utenti/clienti e per
il miglioramento della loro
efficacia/efficienza.
D.Lgs. 9 Aprile 2008, n.81.
Tutela della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro
In ottemperanza a tale decreto
le aziende devono attuare misure
per la tutela della salute e
dell’integrità psico-fisica dei
lavoratori. Con il termine
salute la legge specifica che si
tratta dello stato di completo
benessere fisico, mentale e
sociale, non consistente solo in
un’assenza di malattia o
d’infermità.
Il decreto dispone che il datore
di lavoro debba effettuare la
valutazione dei rischi ed
elaborare il documento di
valutazione dei rischi che deve
riguardare tutti i rischi per la
sicurezza e la salute dei
lavoratori, ivi compresi quelli
riguardanti gruppi di lavoratori
esposti a rischi particolari,
tra cui anche quelli collegati
allo stress lavoro-correlato,
secondo i contenuti dell’Accordo
Europeo dell’8 Ottobre 2004.
Inoltre, il datore di lavoro,
all’atto della valutazione del
rischio deve analizzare i posti
di lavoro con particolare
riguardo ai problemi legati
all’affaticamento mentale e alle
condizioni ergonomiche.
Nel decreto si specifica quindi
che la valutazione dei rischi
debba essere una valutazione
globale e documentata di tutti i
rischi per la salute e sicurezza
dei lavoratori (…) finalizzata
ad individuare le adeguate
misure di prevenzione e di
protezione e ad elaborare il
programma delle misure atte a
garantire il miglioramento nel
tempo dei livelli di salute e
sicurezza. Questo sta a
significare che non solo i
datori di lavoro debbano
considerare fra i rischi anche
quelli di natura psico-sociale,
ma che debba seguire oltre alla
valutazione di tali rischi anche
un vero e proprio programma
specifico che si proponga di
ridurli nel tempo con azioni
adeguate. La nostra speranza è
quella che fra non molto le
competenze specifiche di
psicologia del lavoro possano
affiancare il prezioso lavoro
dei medici del lavoro
nell’obiettivo comune di tutela
e promozione del benessere
all’interno dei luoghi di
lavoro. |