Benessere e sicurezza sul lavoro

"Il lavoro è un’attività complessa, che  coinvolge il corpo e la mente, che implica  costi energetici (fisici, mentali ed  emozionali), che si fonda su relazioni tra  una persona e altre persone, oggetti ed  informazioni, che produce e scambia  ricchezza economica e sociale.”

- Sarchielli G. -

Il lavoro orienta, nel bene e nel male, le nostre esistenze, impegna gran parte delle energie e definisce in qualche misura la nostra identità. Come fare, dunque, affinché si possa vivere al meglio un aspetto così importante della vita pur mantenendo in primo piano quello della produttività ricercato dalle organizzazioni?  

La Psicologia del lavoro si occupa delle condotte lavorative tradotte in termini di comportamenti, relazioni, sentimenti e processi di tipo cognitivo connessi con l’esperienza del lavorare. Si pone a favore sia delle organizzazioni che vogliono affrontare con successo la competizione sui mercati rispettando la finalità di produrre beni e servizi richiesti dall’ambiente sociale in cui operano, sia delle persone che intendono vivere la loro esperienza di lavoro anche come strumento per la realizzazione di sé. Gli obiettivi principali che essa intende raggiungere sono quindi quelli di promuovere il benessere, la sicurezza e la realizzazione dei lavoratori sostenendo al contempo la produttività e l’efficienza delle aziende.

Principali aree di intervento:

  • progettazione e valutazione di interventi per migliorare la sicurezza sul posto di lavoro dal punto di vista dello stress, dell’apprendimento delle regole di sicurezza, della reazione a specifiche situazioni di pericolo ecc.;

  • sviluppo e gestione delle risorse umane (selezione, valutazione, assessment, riqualificazione, sviluppo di carriera per il personale in azienda);

  • analisi organizzativa e progettazione di ambienti organizzativi e di metodi di lavoro efficaci;

  • formazione specifica su abilità di tipo psicosociale e modalità comunicative efficaci (miglioramento della comunicazione interculturale); sostegno e facilitazione dei processi di cambiamento e trasformazione in atto nelle aziende;

  • analisi del clima lavorativo e proposte di intervento per migliorare le relazioni e gestire i conflitti;

  • prevenzione e soluzione dei possibili fenomeni di mobbing e burnout;

  • interventi sulla motivazione del personale, il coinvolgimento organizzativo e la soddisfazione lavorativa;

  • analisi dei fabbisogni formativi e contributo alla progettazione formativa;

  • indagini di mercato, rilevazione di dati psicosociali (sondaggi di opinione, indagine su atteggiamenti e comportamenti) funzionali alla promozione di prodotti;

  • valutazione ed intervento sulle strutture organizzative in funzione degli utenti/clienti e per il miglioramento della loro efficacia/efficienza.

D.Lgs. 9 Aprile 2008, n.81.

Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro

In ottemperanza a tale decreto le aziende devono attuare misure per la tutela della salute e dell’integrità psico-fisica dei lavoratori. Con il termine salute la legge specifica che si tratta dello stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità.

Il decreto dispone che il datore di lavoro debba effettuare la valutazione dei rischi ed elaborare il documento di valutazione dei rischi che deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’Accordo Europeo dell’8 Ottobre 2004.

Inoltre, il datore di lavoro, all’atto della valutazione del rischio deve analizzare i posti di lavoro con particolare riguardo ai problemi legati all’affaticamento mentale e alle condizioni ergonomiche.

Nel decreto si specifica quindi che la valutazione dei rischi debba essere una valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori (…) finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. Questo sta a significare che non solo i datori di lavoro debbano considerare fra i rischi anche quelli di natura psico-sociale, ma che debba seguire oltre alla valutazione di tali rischi anche un vero e proprio programma specifico che si proponga di ridurli nel tempo con azioni adeguate. La nostra speranza è quella che fra non molto le competenze specifiche di psicologia del lavoro possano affiancare il prezioso lavoro dei medici del lavoro nell’obiettivo comune di tutela e promozione del benessere all’interno dei luoghi di lavoro.

 

 

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